ADVintage 1960-1980 – No Martini, no Italian’s life

by • 21 Maggio 2015 • Advertising, Comunicazione, FocusCommenti disabilitati su ADVintage 1960-1980 – No Martini, no Italian’s life2229

Uno dei momenti più rappresentativi del life style italiano, l’aperitivo, – prima che vecchie carampane e vegliardi travestiti da ragazzini affollassero i bar sporcandolo con aberranti neologismi tipo “apericena” e ordinando cocktails dai nomi esterofili – aveva un solo nome: Martini.
Un nome che, in giro per il mondo, continua a rimanere per le persone di una certa classe.

Martini infatti, in oltre 40 anni di storia pubblicitaria, ha fatto della comunicazione il suo fil rouge prioritario imponendosi come marchio internazionalmente riconosciuto, e registrando ad oggi 6 milioni di drink consumati in almeno 30 paesi diversi.

Se in Italia ha saputo cogliere abitudini e virtù di questo popolo, nel mondo ha saputo trasmettere l’italianità stessa, intesa come eleganza, socialità, bellezza, successo e stile… diventando a tutti gli effetti, i punti forti del suo brand values.

Forte quindi di una comunicazione sviluppata, sempre in estrema coerenza, a costruire un immagine di alto profilo ma accessibile a tutti, Martini è riuscita a collocarsi in una posizione extracommerciale, diventando un vero e proprio status.

È stata antesignana nel saper promuovere la marca con la presenza fissa di testimonial celebri della cultura, sport e spettacolo, all’apice della loro carriera: già dagli anni ’30a partire dal grande Tazio Nuvolari, passando per gli anni ’70, dove Paolo Villaggio testimonial televisivo, racconta storie che nascono da sogni proibiti, e Ornella Vanoni canta il jingle che arriva fino agli anni ’80.

Non bisogna scordare le sponsorizzazioni sportive e i team appositamente costruiti per gare e trofei (una su tutte quella dei rally) nonché la creazione, nell’ambito del diverimento serale, delle famose Terrazze Martini degli anni ’60: sedi esclusive affacciate sulle più belle città del mondo. La piu famosa rimane quella di Milano al 15° piano del “grattacielo”, progettato dall’architetto Luigi Mattioni, in Piazza Diaz: luogo protagonista di presentazioni di anteprime di film come “La Dolce Vita” di Fellini, “La notte” di Antonioni e “L’ultimo metrò” di Truffaut, nonché cornice esclusiva degli aperitivi della “Milano da bere” degli anni ’80.

Ultimo ma non ultimo, la Martini fu la prima a brandizzare oggetti per hotel e ristoranti, come il famosissimo posacenere diventato ricercato oggetto da collezione.

Nelle pubblicità raccolte in quest’articolo, vediamo l’evoluzione e il messaggio del brand in base agli anni: da quelli di avanguardia grafica dei primissimi ’60 disegnati da Casorati, a quelli di timida emancipazione femminile, protagonisti di quella fine decade, quelli ammiccanti e di libertà tipici degli ’70, fino a quelli lussuosi e “yuppistici” degli ’80.

 

1958

 

1962

 

1960

 

1969

 

1970

 

Chinamartini_sandra_mondaini_

 

1974

 

1980

 

1988

 

Curiosità

Il Martini è citato da scrittori americani quali Ernest Hemingway e Truman Capote, ed è il preferito di James Bond, che chiederà sempre un “Vodka Martini agitato, non mescolato”.

Le prime 100 casse di Martini partirono, da Genova, per l’America già nel 1867.

All’interno sel negozio “D&G” di Milano, in C.so Venezia, esiste un “Bar Martini”arredato con la ricercata oggettisca anni ’70.

 

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