ADVintage 1970 – Il Profumo di Luciano Calboni, collega di Fantozzi

by • 5 Dicembre 2014 • AdvertisingComments (0)4131

$T2eC16FHJIIFHJG5sli0BSHM!s!4S!~~60_57“…era il più odioso dei suoi colleghi d’ufficio. Calboni era un disinibito, odiosissimo, stronzo, stupido, bugiardissimo e fastidiosamente profumato con tabacco D’Harar. Barzellette, giochi d’abilità e avventure sessuali rivoltanti erano il suo ignobile repertorio…”

Così ci viene presentato Luciano Calboni nel libro Fantozzi di Paolo Villaggio del 1974; ma cosa era il “Tabacco d’harar”, il profumo citato nel pezzo?

Prima del Denim, prima dell’uomo che non deve chiedere mai, c’era lui: il Tabacco d’Harar, Profumo maschile molto forte e virile, gradevole alle donne di molti anni fa e amato dai veri uomini.

Il profumo dell’italiano vero o per lo meno di come lo si immaginava in quegli anni. Per questo Paolo Villaggio lo scelse per il suo personaggio, perché, per chi non lo conoscesse, Luciano Calboni rappresenta l’italiano medio di quegli anni: un po’ tronfio e donnaiolo.

 

Tornando al profumo:

$(KGrHqZHJCQE-c-c0,JrBPsONR3kZ!~~60_57Fu creato da Giuseppe Visconti di Modrone, industriale tessile, imprenditore e dirigente sportivo italiano nonché padre del più conosciuto Luchino Visconti.
Duca di Grazzano Visconti e Conte di Lonate Pozzolo, fu grande amico di Grabriele D’Annunzio: si dice infatti che molti nomi dei profumi prodotti da GI.VI.Emme (le iniziali dei nomi del duca divennero il marchio delle sue creazioni) furono inventati dal grande, originale ed eccentrico artista.
L’azienda Gi.Vi.Emme fu fondata negli anni Trenta e oltre a Tabacco D’Harar, creò tantissimi altri profumi di elevato successo e prestigio come Acqua di Selva, Fresco, Contessa Azzurra e Giacinto Innamorato (nomi come si può constatare decisamente originali e poetici che vanno ad alimentare la leggenda secondo cui furono “coniati” da D’Annunzio).

La fragranza è virile e possente, cada e persistente nei limiti (dato che è comunque Colonia).
( fonte riad. Da 99offcoupons.eu)

Ovviamente i claim erano tarati sulla capacità del profumo, abbinato al machismo di chi lo indossava, nel riuscire a far “possedere una donna” e ad avere successo nella vita.

“Ogni giorno un fascino nuovo… PER LEI.”
“INSIEME: le piace il tuo carattere di uomo giovane e moderno, la tua colonia!”
“INSIEME: non servono parole…” ( vi ricorda l’uomo che non deve chiedere mai?)



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