ADVintage – Basta un poco di zucchero e la pillola va giù…

by • 17 Luglio 2014 • Advertising, FocusComments (1)2399

Nell’Italia degli ultimi anni Sessanta uno dei problemi più scottanti era quello legato alla politica di controllo delle nascite.

Nel 1967 – quando la pubblicità degli anticoncezionali era ancora vietata e un anno prima del ’68 che consacrerà all’amore libero – il giornale PARETI farà illustrare un articolo su questo argomento da Giancarlo Iliprandi che realizzerà un’immagine propagandistica a favore della pillola, dove una singola compressa si contrappone a un piccolo esercito di bambolotti dall’aspetto lugubre, degno di Profondo Rosso. Sopra, una sola parola: “Basta”.

Sotto, lo slogan (così si chiamava il claim prima del politicamente buonista) si completa con Basta una pillola; si riferisce infatti alla pastiglia rosa messa come punto in basso, e sufficiente a evitare concepimenti indesiderati.

L’illustrazione di Iliprandi fu scoperta nel 1973 da una collaboratrice dell’AIED stessa (associazione per l’educazione demografica) e venne finalmente affissa ai muri nel 1974 quando fu “liberalizzata” la pubblicità degli anticoncezionali e prese piede il movimento femminista.

Ovviamente nella bigotta Italia questo manifesto apparve per poco tempo. Infatti del caso (vedi Panorama 424 del 1974) si occuperà un gruppo di “giovani pubblicitari democratici che credono che la “controinformazione” sia una volontà di contenuti nuovi da travasare entro vecchi schemi e le vecchie forme di persuasione pubblicitaria“.

E pur essendo nel 2014 mi è capitato di sentire analoghi discorsi fatti da colleghi o sedicenti tali.

Giancarlo Iliprandi - Basta una pillola (1967)

BASTA UNA PILLOLA
Poster per l’AIED.
Associazione Italiana Educazione Demografica.
1967/74

Art director: Giancarlo Iliprandi
Foto: Tony Nicolini
Client: AIED
AG. Studio Iliprandi

Documentazione:
Annuario Art Director 1974 ediz. Sisar
www.sitographics.it

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One Response to ADVintage – Basta un poco di zucchero e la pillola va giù…

  1. angela ha detto:

    beh, e facile immaginare lo scandalo per quell’epoca!ange