L’orgoglio di aver vinto la lotta al cancro al seno posa in costume

by • 26 Giugno 2014 • Fotografia, Sociale ed eticoComments (0)2431

Il cancro al seno è uno dei più diffusi tra la popolazione femminile. Le donne che hanno dovuto affrontarlo in genere hanno subito un intervento di rimozione parziale o totale, che ha un effetto non solo fisico ma anche psicologico sull’identità.

Uno dei disagi maggiori è mostrarsi in costume, in spiaggia, affrontare il proprio corpo “esposto”; le modelle del progetto monokini vogliono mostrare con questi costumi di design che si può essere fiere di essere sopravvissute al cancro al seno, così come si è. Che le cicatrici non sono motivo di vergogna, ma segni della propria determinazione nel farcela e di speranza anche.

“Il nostro obiettivo secondario è di scavare nel tabù sociale restrittivo su cosa è considerato appropriato – esporre qualcosa che non c’è. Vedere un seno esposto è nudità, ma esporre la sua assenza si può considerare ugualmente nudità?” dicono i designer che hanno lavorato al progetto.

Per vedere le altre modelle e avere più info sul progetto basta andare sul sito Monokini2.

Design di Tyra Therman

Breast-cancer-swimsuit1

“It was an amazing experience to be part of a project as great as this. I hope my participation gives strenght and courage to my sisters in same situation. Living with one breast can be amazing!”

Design di Elina Halttunen

Breast-cancer-swimsuit2

“I do not want to hide, I do not want to stop swimming, I do not want to undergo extensive plastic surgery operations, and I do not want to be forced to use the uncomfortable prosthesis on the beach. I want to feel as free and active as I did before my cancer, and Monokini 2.0 gives me a chance to do exactly that.”

Design di Mert Otsamo

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Design di Tärähtäneet Ämmät

Breast-cancer-swimsuit4

“Being part of this project has been very empowering and I thank you for that! I hope that trought these pictures everyone can find strenght, courage and certitude to endorse her/him self. Everyone is perfect exactly as they are!”

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