The Frontend Brother, la conferenza

by • 19 Settembre 2013 • Appuntamenti, Design, Web designComments (0)1545

Oggi con i workshop, CreativeJS — Introduction to JS graphics programming, su javascript e l’HTML5 canvas, con Seb Lee Delisle e Planning Adaptive Interfaces con Aaron Gustafson comincia a terza conferenza organizzata da From the Front dal titolo The Fronted Brother.

Tema di quest’anno: quello che il web può fare per rendere il mondo un posto migliore.

Domani, 20 settembre, si terrà la conferenza vera e propria presso il Teatro Duse di Bologna. Tra gli ospiti, gli stessi Gustafson, l’autore di Adaptive Web Design e Delisle l’artista digitale che, come dice sul suo sito, utilizza i computer per coinvolgere, ispirare ed entusiasmare. Ci sarà Paul Annett, ex direttore creativo dei servizi digitali del governo britannico e attuale designer senior di Twitter, Nishant Kothary, web strategist di Microsoft con un intervento dal titolo The Design of People, Ben Hammersley giornalista tecnologico che scrive per Times, Guardian e Wired.

L’associazione no-profit From the Front si pone come obiettivo quello di diffondere la cultura del front-end in Italia.

Front-end è un termine che spesso genera confusione anche tra gli addetti ai lavori. Il front-end è la parte di un sito web o di un’applicazione che gestisce l’interazione con l’utente. Il front-end acquisisce i dati, il back-end — la parte che ad esempio fa funzionare un’e-commerce —  li elabora. L’interazione e il passaggio di dati avviene attraverso un’interfaccia utente.

Gli specialisti del front-end sono figure con competenze che vanno dal design al codice, e a seconda dei casi pendono più verso l’una o più verso l’altra area. Come si può vedere anche tra gli ospiti della conferenza.

Il lavoro del front-end si divide in due parti: il design e lo sviluppo. Se pensiamo al web le due parti sono il design dell’interfaccia e l’html-css.

Per tutto il giorno, da anni, interagiamo con interfacce. Qualche tempo fa su quora.com c’è stata una lunga discussione alla domanda “What are the most intuitive interfaces ever created”, una delle risposte più interessanti è stata quella di Felipe Rocha. Secondo lui l’interfaccia più intuitiva mai creata è il capezzolo.

Le cattive interfacce ci complicano la vita, le buone interfacce ce la semplificano.

Ricordando una famosa citazione di David Carson che diceva “Graphic design will save the world right after rock and roll does”. Secondo voi lo user interface design lo salverà prima o dopo il graphic design?

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