Fermiamo la pubblicità sessista in Italia, una petizione lanciata dall’ADCI

by • 13 Maggio 2013 • Advertising, Comunicazione, FocusComments (0)1862

Abbiamo parlato spesso della pubblicità sessista, quel tipo di comunicazione che abusa del corpo femminile e offende la dignità di tutti.

L’Art Directors Club Italiano, l’organo che riunisce i protagonisti del processo di creazione dei contenuti pubblicitari, accomunati dall’obiettivo di migliorare la pubblicità in Italia, non ci sta.
Dopo il suo lavoro di formazione, selezione dei lavori migliori dal 1986, creazione del manifesto deontologico Adci, diffuso e pubblicato su Il Sole 24 Ore nell’aprile 2011, si è resa conto che tutto ciò non è bastato e oggi rivolge una petizione al Ministro Josefa Idem.

Dietro ogni campagna pubblicitaria che viene prodotta (decine di migliaia, ogni anno) ci sono tante decisioni prese da tante persone: singoli professionisti, persone che lavorano nelle agenzie e nelle aziende, fotografi, registi… ancora troppi credono che la pubblicità deve vendere a qualsiasi costo, e che la pubblicità, così come la si sta facendo, vada bene e piaccia agli italiani. Non è vero.

Nel marzo 2013 è stato commissionato commissionato un sondaggio all’Istituto Piepoli. Il 58% degli italiani è d’accordo nel ritenere che le pubblicità attuali trasmettano più messaggi negativi rispetto al passato. La pubblicità italiana è considerata da osservatori internazionali tra le più sessiste del mondo.

La Risoluzione Europea del 3 settembre 2008 ci esorta a cambiare direzione. In diversi paesi sono in vigore norme sulla pubblicità sessista. Anche in Italia deve essere possibile poterla scoraggiare e sanzionare in modo più esteso ed energico di quanto avviene ora.

L’ADCI vuole dare il suo contributo perché in Italia nuove norme sulla pubblicità sessista non restino solo “sulla carta”, come spesso succede alle buone intenzioni di difficile realizzazione, ma incidano in modo sostanziale migliorando le pratiche della nostra professione.

C’è però bisogno che le cittadine e i cittadini esprimano il bisogno collettivo e urgente di cambiare le cose. Per questo la petizione Fermiamo la pubblicità sessista in Italia, indirizzata al Ministro per le Pari Opportunità, Josefa Idem.

La petizione è online da oggi, 13 maggio 2013.
Oltre che firmarla l’ADCI invita a condividerla. La troverete QUI, in home page nel sito Adci e nella home page di changes.org

 

Hillary

Quest’anno, in occasione della manifestazione “Giovani leoni” organizzata da Sipra, il brief per la sezione stampaha invitato i giovani concorrenti a immaginare una campagna a favore della petizione online contro la pubblicità sessista.
Qui è possibile vedere tutti i lavori.

 

Approfondimenti

Art Directors Club Italiano
Paola Manfroni (vice presidente Adci) paola.manfroni@marimo.it 348 12 08 400
Annamaria Testa annamaria.testa@progettinuovi.it 335 6575850
Massimo Guastini (presidente Adci) massimo.guastini@adci.it 331 31 43 602

Attiviste
Giovanna Cosenza giovanna.cosenza@unibo.it 348 76 45 146
Lorella Zanardo lorellaz@ilcorpodelledonne.net 338 84 06 493
Giorgia Vezzoli giorgia.vezzoli@gmail.com 335 8470167

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La petizione Fermiamo la pubblicità sessista in Italia
Il testo della petizione
La petizione su change.org
Le FAQ
La Campagna contro la pubblicità sessista in Italia, promossa dall’Art Directors Club Italiano

 

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