Frontiers, quello che gli innovatori non dicono (ma fanno)

by • 23 Giugno 2011 • Appuntamenti, Protagonisti, Social e dintorniComments (0)917

innovazione

Sillabazione/Fonetica: [in-no-va-zió-ne]
Definizione: s. f. l’innovare; novità: innovazioni politichesocialiintrodurre delle innovazioni nel processo produttivo.

Cos’è l’innovazione.

A questa domanda si è cercato di dare una risposta due giorni fa a Firenze, a Frontiers of Interaction, l’evento nato nel 2005 per esplorare temi e idee nel campo dell’Interaction Design (IxD), e che in brevissimo tempo è diventato la principale conferenza italiana sulle tematiche legate all’innovazione.

Ciò che rende FOI diverso da tutti gli altri eventi analoghi, dove questo vocabolo serve solo a riempirsi la bocca, è che qui l’innovazione è stata fatta vedere, e toccare con mano.

Altissima la qualità degli speakers, provenienti da tutte le parti del mondo e dove gli italiani di certo non sfigurano,  e i contenuti e l’energia trasmessa dalla conferenza del secondo giorno è qualcosa che sarà difficile dimenticare.


FOI11 ~ photo by Piero Tagliapietra

Fra gli speaker intervenuti non poteva mancare Luke Williams, professore universitario, consulente, speaker magnetico, tra i massimi esperti nelle aree dell’innovazione strategica e del “pensiero indisciplinato”, intervenuto per la prima volta in Italia a Frontiers del 2010 e che ha nuovamente calamitato l’attenzione della platea con le sue parole.

Robert Hoekman Jr ha introdotto il suo speech The value of questioning mostrando fiero un tatuaggio con un punto di domanda sul collo; Lynn Teo ci ha spiegato il cambiamento in atto in merito all’esperienza d’acquisto, evoluta in social shopping; e Adam Somlai-Fisher ci ha introdotto l’ormai noto Prezi, il progetto che promette (speriamo) di mandare in pensione Powerpoint e Keynote.
Christopher Cunningham con Gamification, from theory to project ha introdotto l’aspetto ludico nella creazione e gestione di community, argomento trattato anche al Social Business Forum di qualche giorno fa.

Gli animi si sono infiammati con l’intervento di Zdenek Kalal, il quale con la sua presentazione di Predator: a smart camera that learns from experience ci ha mostrato il processo che sta dietro alla creazione di una videocamera che autoapprende dal movimento degli oggetti, e rende l’acquisizione video di una camera un’esperienza “emotiva”. Una presentazione che ha suscitato applausi a “scena aperta” all’imbarazzato e giovanissimo speaker.
Successivamente il Demo show – Brain Control: Let The Drone Fly ha fatto rimanere l’intera platea di sasso, ed è stato definito il momento più nerd dell’intera giornata.

Amber Case un’affascinante Cyborg Anthropologist nel suo keynote Cyborg Anthropology and the Evaporation of the Interface ha raccontato di quanto la tecnologia sia ormai parte della nostra vita, tanto da diventare noi stessi dei cyborg nella misura in cui usiamo device per ampliare le nostre possibilità di interazione. Senza dimenticare la sua esilarante definizione dell’uso che facciamo di Foursquare ;)

Il Visual Designer Mark Coleran è stato l’uomo più ammirato da uomini e donne in sala: infatti è il designer autore delle Fiction User Interfaces ovvero delle interfacce che vediamo comparire nei film d’azione americani come The Bourne Ultimatum, Tomb Raider, Mission Impossible 3, The Island, Mr. e Mrs Smith e molti altri. Interfacce informatiche ridisegnate da zero, per non dover pagare diritti ai colossi Microsoft e Apple: “We don’t use Win or Mac look and feel, too many legal problems, we created our own look”.

Whitney Hess | User Experience Designer, Scrittrice e Consulente, con When I Speak My Mind ha spiegato come diventa sempre più importante esplorare le dinamiche di pensiero delle persone per poter offrire soluzioni ai loro effettivi bisogni; mentre Dmitry Stavisky, Businness development VP a Evernote ha presentato “the biggest startup”, Evernote appunto: fra case history e apporto concreto alla creazione di una memoria estesa.

Andrei Herasimchuk necessiterebbe di una descrizione a parte. Il Designer di Twitter ha fatto un keynote asciutto ed essenziale dove spiegando la sua teoria Design from the center ha ripercorso tutte le basi del design, elencando concetti mai troppo ovvi.
Rimaniamo in attesa della pubblicazione online dei video dei loro interventi.

Ivan Floriani @ Fotolia.com

Paolo Guglielmoni e Massimo Scognamiglio, i due speaker italiani, hanno portato una ventata di pura creatività, mantenendo alta la bandiera nostrana.
Guglielmoni approcciando l’innovazione tecnologica con la filosofia in Food for geek thought. Artichokes and philosophy of technology e Scognamiglio descrivendo l’iter di ideazione di un Hypernatural Objects.

Creatività anche nella colonna sonora, firmata come sempre dall’eclettico Korinami, insieme al
Demo show – So-Young Live Jam dove la musica è stata creata da app per iPhone e Android.

Innovazione in tutte le salse, non solo da leggere su un menu, ma da gustare insieme in queste due giornate fiorentine da non dimenticare.

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