I prodigi architettonici del MACRO, museo d’arte contemporanea roma

by • 29 Marzo 2011 • ArchitetturaComments (0)1414

di Silvia Mearini


Ogni anno a Natale il mio amico Giulio torna in Italia, il suo paese d’origine, lasciato per poter compiere un percorso dignitoso in ambito scientifico.
Questa volta ha portato con sé, oltre alla bionda consorte finlandese, anche la figlioletta di sei mesi.
Ci incontriamo al caffè del MACRO, museo di arte contemporanea recentemente inaugurato dopo sorprendenti ristrutturazioni all’avanguardia.

Forse non tutti sanno che i bambini piccoli hanno bisogno di nutrirsi ogni due ore, ciò può costituire un disagio a meno che non si usi il biberon, all’interno del museo infatti è difficile trovare un luogo relativamente tranquillo, dove poter allattare serenamente un bebè.
C’è l’avveniristica toilette in alluminio, degna di una discoteca su Marte, dove l’unica alternativa sembra esser quella di restare in piedi accanto al water con il bambino in braccio, sperando che non si rifiuti di mangiare, essendo troppo giovane per percepire le situazioni squallide…
Oppure si può fare un tentativo seduti al bar tra il via vai generale.

Non ce la sentiamo di tornare in bagno, dove tra luci rosse soffuse e porte d’accesso difficilmente individuabili potrebbe celarsi un locale adibito a fasciatoio (quel tavolo imbottito su cui generalmente si stendono i neonati per semplificare le operazioni di sostituzione pannolino).
Decidiamo di andar via, ma a quel punto l’uscita ci viene indicata oltre una cospicua rampa di scale da salire faticosamente, sollevando il passeggino.

Può darsi che delle facilitazioni ci fossero, ma noi, pur cercandole, non le abbiamo trovate: quindi non sono adeguatamente segnalate.

Dobbiamo concludere che a Roma – nel 2011 d.C. – una donna con un bimbo piccolo farebbe meglio a restare a casa, l’unico svago che le è concesso è shopping all’Ikea, dove gli svedesi hanno provveduto ad attrezzare i locali con un fasciatoio.
Il mio amico mi ha raccontato che appena si era trasferito a Helsinki era stupito di quanti disabili ci fossero rispetto a Roma, poi ha dedotto che lì sono liberi di uscire e andare in giro con la sedia a rotelle, mentre a Roma sarebbe impossibile per via dell’intricato intreccio di barriere architettoniche.

Sul sito web del Macro la voce ‘Servizi‘ riporta: “All’interno del museo è ammesso l’utilizzo dei passeggini”.
Il grassetto è mio…

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Silvia Mearini

Dopo aver conseguito la laurea in scienze umanistiche / dipartimento di storia e critica del cinema, ho incanalato la mia passione per le immagini in movimento nell’animazione per web in Flash, per poi approdare al textile design o grafica tessile, fantasie, pattern e decorazioni per abbigliamento e tessuti in genere.

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