Sui creativi, poche idee ma ben confuse…

by • 31 Agosto 2008 • Ora d'ariaComments (4)1574

Il blog di Shakib spesso mi fa scoprire articoli e ricerche interessatissime. E quest’ultima ricerca, pubblicata sul sito “Psychology Today” non posso non citarla, dato che mi sento tirata in causa.

L’articolo, citato nel link, elenca ed esamina i dieci presunti tratti caratteristici dei creativi.

Anche in questo caso non mi sembra sia stato detto nulla di nuovo: anzi, è stata data un’ulteriore conferma sul fatto che la creatività potrebbe quasi sembrare un disturbo della personalità. Oppure è semplicemente la conferma che i loro studiosi hanno poche idee in merito, ma ben confuse…

 

Di seguito l’elenco:

1. I creativi sono vivaci ma anche tranquilli.

2. I creativi sono intelligenti ma anche ingenui.

3. I creativi sono giocosi ma anche disciplinati.

4. I creativi hanno fantasia ma anche un radicato senso della realtà.

5. I creativi sono estroversi ma anche introversi.

6. I creativi sono umili ma anche orgogliosi.

7. I creativi sono ribelli ma anche tradizionalisti.

8. I creativi sfuggono agli stereotipi.

9. I creativi possono essere appassionati ma anche obiettivi.

10. I creativi possono essere depressi, ma anche allegri.

 

 

Se volete aggiungere altri stereotipi, prego… accomodatevi pure :)

 

 

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4 Responses to Sui creativi, poche idee ma ben confuse…

  1. eniac ha detto:

    ne han scritti 10? ne bastava uno: I creativi possono essere zuppa ma anche panbagnato.

    secondo me un creativo non è altro che un uccello ingabbiato in regole che altri hanno deciso, quindi anzi che scrivere chi è un creativo dovrebbero scrivere come gli viene chiesto d’essere, ed allora la descrizione ci stà,perche un creativo deve essere giocoso ma disciplinato, scherzoso ma serio…che bello quando i clienti ti danno consigli su come devi essere o come devi lavorare snocciolando perle di saggezza sull’ estetica.

    Vale concedimi il primo “vaffanculo” di risposta a st’articolo!

  2. Fish ha detto:

    I creativi sono creativi ma possono anche non esserlo.
    Come sostiene Catalano, è meglio non fare quasi nulla, illudersi di divertirsi e farsi pagare che lavorare tanto in un posto che odi e farsi pagare anche meno.